Impianto cervello-midollo spinale: come un uomo paralizzato ha ricominciato a camminare

Dopo 11 anni di paralisi, Gert-Jan Oskam pensa di fare un passo e lo fa. Come funziona l'impianto che collega cervello e midollo spinale, cosa ha ottenuto davvero e quali sono i limiti.

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Impianto cervello-midollo spinale: come un uomo paralizzato ha ricominciato a camminare

C'è una frase di Gert-Jan Oskam che cambia il modo di guardare certe tecnologie: «Prima era la stimolazione a controllare me, adesso sono io a controllare la stimolazione». Oskam è un uomo olandese che nel 2011, dopo un incidente in bicicletta in Cina, ha perso l'uso delle gambe. Quella frase non parla di ingegneria. Parla di chi decide.

Per capirla bisogna partire da prima. Oskam aveva già un impianto che stimolava il midollo spinale e gli faceva muovere le gambe. Funzionava, ma ogni movimento andava avviato a mano, per esempio premendo un pulsante, e i passi venivano a scatti, come mossi da un burattinaio. Era la macchina a stabilire il ritmo. Lui doveva stargli dietro.

Nel 2023, su Nature, il gruppo di Grégoire Courtine e Jocelyne Bloch ha raccontato un'altra strada. Due impianti da 64 elettrodi ciascuno, appoggiati sulle aree del cervello che comandano il movimento, leggono i segnali e li mandano senza fili a un casco. Da lì passano a un computer che sta dentro uno zaino, dove un algoritmo li traduce in comandi per un secondo impianto, avvolto attorno al midollo spinale, che attiva i muscoli delle gambe. Courtine l'ha descritto come un ponte digitale che cattura i pensieri di Oskam. Dopo 40 sessioni di allenamento, Oskam non preme più nulla: pensa di camminare, e cammina. Fa cento o duecento metri alla volta, sale le scale, aggira gli ostacoli. Ha raccontato che doveva dipingere una cosa e non c'era nessuno ad aiutarlo, così ha camminato e l'ha fatto da solo.

C'è poi un dettaglio che spiazza. Oskam riesce a camminare con le stampelle anche con entrambi i dispositivi spenti, una cosa che prima non gli era mai riuscita. Va detto, per onestà, che è un caso singolo e che uno dei due impianti cerebrali ha dovuto essere rimosso dopo circa sei mesi per un'infezione. Ma dopo undici anni, una persona ferma si è alzata.

Non è l'unica storia. Nel 2024 Nature Medicine ha pubblicato i risultati di uno studio su 65 persone con tetraplegia, in 14 centri, trattate con una stimolazione del midollo spinale applicata dall'esterno, senza chirurgia: secondo i dati dell'azienda che lo ha finanziato, il 72% ha migliorato forza e funzione di mani e braccia. E c'è Marc Gauthier, con un Parkinson avanzato, che cadeva cinque o sei volte al giorno perché le gambe si bloccavano. Con uno stimolatore sulla parte bassa della schiena il blocco non si presenta più. Anche lì un solo paziente, e gli esperti chiedono studi più ampi prima di trarre conclusioni.

Un segnale che nasce nel cervello e attraversa il cranio senza fili è anche un dato, e merita la stessa cura di una cartella clinica: di come proteggere questi dati abbiamo parlato qui. Ma la parte che resta, quando si chiude la pagina, è la frase di Oskam.

Davanti a qualsiasi tecnologia che entra nella nostra vita, dal telefono all'assistente vocale, forse la domanda più utile è la più semplice: chi guida chi? Quando la risposta è «io», quella tecnologia si chiama aiuto.

Ma un aiuto, da solo, non basta. Tornare a camminare o a parlare è un traguardo enorme, e nessuno vorrebbe fermarlo. Eppure queste tecnologie lavorano sui segnali più intimi che abbiamo, e le garanzie su come vengono conservati, usati e protetti sono ancora molto indietro rispetto a ciò che promettono. Prima ancora di chiedere alla tecnologia di restituirci qualcosa, servirebbe una protezione di fondo dei propri dati personali: regole chiare su chi può leggerli, per quanto tempo e a quali condizioni. Senza, ogni conquista resta un po' sospesa.


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Fonti:
Walking naturally after spinal cord injury using a brain–spine interface — Nature (2023)
Non-invasive spinal cord electrical stimulation for arm and hand function in chronic tetraplegia — Nature Medicine (2024)
A spinal cord neuroprosthesis for locomotor deficits due to Parkinson’s disease — Nature Medicine (2023)
Hi-Tech Implant Helps Paralyzed Man Walk Naturally Again — HealthDay
Paralyzed man walks naturally thanks to wireless bridge between brain and spine — Duke Institute for Brain Sciences
Man with Parkinson’s Walks Smoothly thanks to an Experimental Spinal Implant — Scientific American