Matrix ed Elysium non erano film, erano un avviso

Matrix ed Elysium non erano fantascienza: erano un avviso. Oggi siamo diventati batterie umane per un sistema che sa tutto e non risponde a nessuno.

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Matrix ed Elysium non erano film, erano un avviso

Siamo in un mondo distopico, paragonabile a molti film che ci hanno fatto vedere fin da bambini. Pensiamo a Matrix o a Elysium. Fermiamoci un attimo a pensare davvero: il mondo che quei film ci mostravano assomiglia sempre di più a quello che viviamo oggi. Sembrava tutto così fantasy che non ci siamo mai fermati a chiederci perché ci mostravano proprio quelle immagini di un futuro pericoloso e ingannevole.

Una manipolazione mentale talmente profonda che oggi, anche davanti all'evidenza di fatti concreti, reali, le persone riescono a mettere in dubbio anche quelle. Le uniche cose certe: hanno dato un finto potere al popolo, quello della parola. Ma per far male, non per insegnarti qualcosa che prima non sapevi.

Ogni bocca è piena di arroganza e supponenza. Un libero arbitrio a dire ciò che si vuole, anche quando potresti stare zitto.

Perché quell'opportunità che ti mettono davanti è quasi sempre travestita da qualcos'altro: alla fine sei nelle loro mani, senza poter dire di no. E allo stesso modo, ma in una forma diversa, ogni singolo individuo rischia di essere esposto, messo alla gogna mediatica, linciato — quello che nell'antichità succedeva nelle piazze, oggi succede dentro i nostri telefoni.

Persone che credevano di cambiare vita lavorando coi social anziché chiudersi in una fabbrica 8 ore, pensavano bene di poter avere un po' di più con meno. E invece si sono ritrovate a dover combattere contro un mondo di sconosciuti rabbiosi che si sentono in dovere di dirti cosa devi o cosa non devi fare, e quanto conta quello che fai. Hanno dato il via libera a una guerra virtuale, apparentemente silenziosa fuori ma caotica dentro, perché ognuna di queste persone deve fare i conti tutti i giorni contro qualcosa di più grande di loro che non avevano chiesto. La cattiveria umana sembra scontata ormai, come se un hater avesse il diritto di esistere e potesse sempre e comunque dire ciò che pensa, con qualsiasi tono malevolo, solo perché le piattaforme permettono tutto questo.

C'è qualcosa di dannatamente sbagliato in questa realtà. Ti danno l'opportunità di lavorare in un altro modo, e subito dopo ti dicono che se non pubblichi più di 5, 6 volte l'algoritmo ti abbassa, e quindi... cavoli tuoi. Se fai tanto di mettere qualcosa che possa ricordare anche verosimilmente una lotta o una legge in corso, ti bannano perché, sai, istigazione ad avere un pensiero proprio. E poi scrolli i video e ci sono incidenti mortali dove si vedono persone che muoiono, e nessuno dice nulla. Si vedono donne nude o bambini che fanno contenuti, e nessuno dice nulla.

C'è qualcosa che non va, e nessuno fa niente per fermarlo.

E allora forse la domanda giusta non è più cosa sta succedendo, ma perché ce l'avevano già mostrato tutto, anni fa, e nessuno l'ha preso sul serio. Matrix non era fantascienza, era un avviso. Le persone dentro la Matrix non sanno di essere sfruttate perché il sistema è costruito apposta perché sembri vita vera — e chi oggi passa ore a costruire contenuti gratis per un algoritmo che decide quando farlo vedere e quando no, non sta vivendo la sua vita, sta caricando l'energia di qualcun altro. Non è più elettricità, è tempo, è attenzione, sono dati. La batteria umana non aveva bisogno di cavi, bastava un telefono in mano e la convinzione di aver scelto tutto da sé.

E poi c'è Elysium, dove chi sta sopra vive protetto e chi sta sotto viene tenuto a bada da regole cieche, eseguite senza una faccia umana a cui chiedere conto. È la stessa sensazione di sbattere contro un algoritmo che ti banna per un pensiero e lascia scorrere un video di qualcuno che muore. Non c'è nessuno dall'altra parte a cui chiedere perché. C'è solo la regola, uguale per tutti quelli sotto, e mai per chi sta sopra a deciderla.

Anche in questo Matrix aveva ragione, ed è inquietante scoprire quanto: nel film le persone vengono coltivate dalla nascita in enormi campi, tenute in vita sospese in un liquido, mentre nella loro testa scorre una vita finta — lavoro, giornate, relazioni — inventata apposta per tenerle tranquille mentre il corpo produce energia. Non è una prigione con le sbarre. È una prigione che non sai di abitare. Oggi i data center che fanno girare l'intelligenza artificiale hanno la stessa fame di energia di quelle macchine — l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che il consumo elettrico globale dei data center passerà da 415 terawattora nel 2024 a quasi 945 entro il 2030, più del doppio in sei anni — ne avevamo già parlato. E nel frattempo restiamo comunque noi il carburante: i nostri dati, la nostra attenzione, i contenuti gratuiti che li tengono in piedi. La differenza è che stavolta il conto dell'energia non lo paga la macchina. Lo paghiamo noi, due volte: una come batteria, una come bolletta.

Se parli con chiunque, sentirai per l'ennesima volta quella sufficienza che contraddistingue l'essere umano, che conclude tutto con «non puoi farci nulla», come se la responsabilità del futuro fosse sempre del tuo vicino di casa, mai la tua.

Quindi arrivi a pensare che forse la vera luce si vede quando navighiamo nell'oscurità più totale. Solo in quel momento riusciamo davvero a capire cosa è più giusto. Ci hanno talmente illuso di avere quelle briciole di potere che neanche ci rendiamo conto di quanto ce ne hanno tolto, mentre stavamo a giudicare le scelte altrui.

E la cosa più feroce è che loro lo sapevano. Non un sospetto, non una teoria: i loro stessi studi interni, tenuti per anni, dicevano che Instagram peggiora i problemi di immagine corporea per una ragazza su tre, che quasi un adolescente su due che si sente brutto ha iniziato a sentirsi così proprio lì dentro, che c'è chi ha collegato pensieri suicidi a quell'app. Lo sapevano, e hanno continuato a dire in pubblico che andava tutto bene. Non serve essere sui social ogni giorno per sentirsi toccati da questo: basta avere una figlia, una sorella, un'amica che ci è passata, o essere stati quell'adolescente. Questa non è più distopia immaginata in un film. È il presente, documentato, ammesso nero su bianco da chi lo ha costruito apposta così.

E nonostante tutto nessuno lo sa, o per lo meno nessuno prende coscienza davvero, in modo serio, di quanto sia importante una verità confermata. Siamo in un mondo dove, anche se ci sono notizie che vengono alla luce portando fuori gli scheletri, ormai questi stessi scheletri sono visti come una responsabilità troppo grande da affrontare.

La verità è diventata come l'acqua: rimane la cosa più importante di tutte, ma nessuno combatte per lei.

Se l'argomento data center ed energia ti interessa, ne parliamo qui.


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Fonti:
Facebook documents show how toxic Instagram is for teens — CNBC / Wall Street Journal
Facebook Internal Research Found Instagram Can Be Very Harmful To Young Girls — Forbes
Facebook Knows Instagram Is Toxic for Teen Girls, Company Documents Show — documenti ufficiali, Congresso USA
Energy demand from AI — Energy and AI, IEA (International Energy Agency)